Calendario Liturgico Regionale Siciliano

 

Ciclo Festivo C - Ciclo Feriale Dispari

Colore :Viola

  • Martedì della III settimana di Quaresima
  • Ferie di Quaresima
  • Messa propria, pref. di Quaresima
  • Letture : Dn 3,25.34-43: Accoglici, Signore, con il cuore contrito e con lo spirito umiliato.
    Salmo 24: Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.
    Vangelo Mt 18,21-35: Se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello, il Padre non vi perdonerà.
  • CALTAGIRONE: Anniversario della morte di Mons. Carmelo Canzonieri (1993)
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    Prima lettura

    Dn 3,25.34-43

    Accoglici, Signore, con il cuore contrito e con lo spirito umiliato.


    Dal libro del profeta Daniele

    In quei giorni, Azarìa si alzò e fece questa preghiera in mezzo al fuoco e aprendo la bocca disse:
    «Non ci abbandonare fino in fondo,
    per amore del tuo nome,
    non infrangere la tua alleanza;
    non ritirare da noi la tua misericordia,
    per amore di Abramo, tuo amico,
    di Isacco, tuo servo, di Israele, tuo santo,
    ai quali hai parlato, promettendo di moltiplicare
    la loro stirpe come le stelle del cielo,
    come la sabbia sulla spiaggia del mare.
    Ora invece, Signore,
    noi siamo diventati più piccoli
    di qualunque altra nazione,
    oggi siamo umiliati per tutta la terra
    a causa dei nostri peccati.
    Ora non abbiamo più né principe
    né profeta né capo né olocàusto
    né sacrificio né oblazione né incenso
    né luogo per presentarti le primizie
    e trovare misericordia.
    Potessimo essere accolti con il cuore contrito
    e con lo spirito umiliato,
    come olocàusti di montoni e di tori,
    come migliaia di grassi agnelli.
    Tale sia oggi il nostro sacrificio davanti a te e ti sia gradito,
    perché non c’è delusione per coloro che confidano in te.
    Ora ti seguiamo con tutto il cuore,
    ti temiamo e cerchiamo il tuo volto,
    non coprirci di vergogna.
    Fa’ con noi secondo la tua clemenza,
    secondo la tua grande misericordia.
    Salvaci con i tuoi prodigi,
    da’ gloria al tuo nome, Signore».

    Parola di Dio

    Salmo responsoriale

    Salmo 24

    Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.

    R

    Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
    insegnami i tuoi sentieri.
    Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
    perché sei tu il Dio della mia salvezza.

    R

    Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
    e del tuo amore, che è da sempre.
    Ricòrdati di me nella tua misericordia,
    per la tua bontà, Signore.

    R

    Buono e retto è il Signore,
    indica ai peccatori la via giusta;
    guida i poveri secondo giustizia,
    insegna ai poveri la sua via.

    R


    Canto al Vangelo (Gl 2,12-13)


    Gloria e lode a te, o Cristo!

    Ritornate a me con tutto il cuore, dice il Signore, perché sono misericordioso e pietoso.

    Gloria e lode a te, o Cristo!


    Vangelo

    Mt 18,21-35

    Se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello, il Padre non vi perdonerà.


    + Dal Vangelo secondo Matteo

    In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
    Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
    Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
    Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
    Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

    Parola del Signore

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