Calendario Liturgico Regionale Siciliano

 

Ciclo Festivo C - Ciclo Feriale Dispari

Colore :Verde

  • Sabato della XIII settimana del Tempo Ordinario
  • Ferie del tempo ordinario
  • Opp.S.Maria Goretti, vergine e martire Mem.fac.(rosso)
    Opp.S.Maria in sabato - Mem.fac.(bianco)
  • Messa mattutina a scelta, Messa Vespertina: tutto come alla Messa di domani.
  • Letture : Gen 27,1-5.15-29: Giacobbe soppiantò il fratello e carpì la benedizione che spettava a lui.
    Salmo 134: Lodate il Signore, perché il Signore è buono.
    Vangelo Mt 9,14-17: Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro?
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    Prima lettura

    Gen 27,1-5.15-29

    Giacobbe soppiantò il fratello e carpì la benedizione che spettava a lui.


    Dal libro della Gènesi

    Isacco era vecchio e gli occhi gli si erano così indeboliti che non ci vedeva più. Chiamò il figlio maggiore, Esaù, e gli disse: «Figlio mio». Gli rispose: «Eccomi». Riprese: «Vedi, io sono vecchio e ignoro il giorno della mia morte. Ebbene, prendi le tue armi, la tua farètra e il tuo arco, va’ in campagna e caccia per me della selvaggina. Poi preparami un piatto di mio gusto e portamelo; io lo mangerò affinché possa benedirti prima di morire». Ora Rebecca ascoltava, mentre Isacco parlava al figlio Esaù. Andò dunque Esaù in campagna a caccia di selvaggina da portare a casa.
    Rebecca prese i vestiti più belli del figlio maggiore, Esaù, che erano in casa presso di lei, e li fece indossare al figlio minore, Giacobbe; con le pelli dei capretti rivestì le sue braccia e la parte liscia del collo. Poi mise in mano a suo figlio Giacobbe il piatto e il pane che aveva preparato.
    Così egli venne dal padre e disse: «Padre mio». Rispose: «Eccomi; chi sei tu, figlio mio?». Giacobbe rispose al padre: «Io sono Esaù, il tuo primogenito. Ho fatto come tu mi hai ordinato. Àlzati dunque, siediti e mangia la mia selvaggina, perché tu mi benedica». Isacco disse al figlio: «Come hai fatto presto a trovarla, figlio mio!». Rispose: «Il Signore tuo Dio me l’ha fatta capitare davanti». Ma Isacco gli disse: «Avvicìnati e lascia che ti tocchi, figlio mio, per sapere se tu sei proprio il mio figlio Esaù o no».
    Giacobbe si avvicinò a Isacco suo padre, il quale lo toccò e disse: «La voce è la voce di Giacobbe, ma le braccia sono le braccia di Esaù». Così non lo riconobbe, perché le sue braccia erano pelose come le braccia di suo fratello Esaù, e lo benedisse. Gli disse ancora: «Tu sei proprio il mio figlio Esaù?». Rispose: «Lo sono». Allora disse: «Servimi, perché possa mangiare della selvaggina di mio figlio, e ti benedica». Gliene servì ed egli mangiò, gli portò il vino ed egli bevve.
    Poi suo padre Isacco gli disse: «Avvicìnati e baciami, figlio mio!». Gli si avvicinò e lo baciò. Isacco aspirò l’odore degli abiti di lui e lo benedisse:
    «Ecco, l’odore del mio figlio
    come l’odore di un campo
    che il Signore ha benedetto.
    Dio ti conceda rugiada dal cielo,
    terre grasse, frumento
    e mosto in abbondanza.
    Popoli ti servano
    e genti si prostrino davanti a te.
    Sii il signore dei tuoi fratelli
    e si prostrino davanti a te i figli di tua madre.
    Chi ti maledice sia maledetto
    e chi ti benedice sia benedetto!».

    Parola di Dio

    Salmo responsoriale

    Salmo 134:

    Lodate il Signore, perché il Signore è buono.

    R

    Lodate il nome del Signore,
    lodatelo, servi del Signore,
    voi che state nella casa del Signore,
    negli atri della casa del nostro Dio.

    R

    Lodate il Signore, perché il Signore è buono;
    cantate inni al suo nome, perché è amabile.
    Il Signore si è scelto Giacobbe,
    Israele come sua proprietà.

    R

    Sì, riconosco che il Signore è grande,
    il Signore nostro più di tutti gli dèi.
    Tutto ciò che vuole
    il Signore lo compie in cielo e sulla terra,
    nei mari e in tutti gli abissi.

    R



    Canto al Vangelo (Gv 10,27)


    Alleluia, alleluia.

    Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore, e io le conosco ed esse mi seguono.

    Alleluia.

    Vangelo

    Mt 9,14-17

    Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro?


    + Dal Vangelo secondo Matteo

    In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
    E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».

    Parola del Signore

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