Calendario Liturgico Regionale Siciliano

 

Ciclo Festivo C - Ciclo Feriale Dispari

Colore :Verde

  • Venerdì della IV settimana del Tempo Ordinario
  • Ferie del tempo ordinario
  • Opp. S. Girolamo Emiliani - Mem.fac.(bianco)
    Opp. S.Giuseppina Bakhita, vergine - Mem.fac.(bianco)
  • Messa a scelta
  • Letture : Eb 13,1-8: Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre.
    Salmo 26: Il Signore è mia luce e mia salvezza.
    Vangelo Mc 6,14-29: Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto.
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    Prima lettura

    Eb 13,1-8

    Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre.


    Dalla lettera agli Ebrei

    Fratelli, l’amore fraterno resti saldo. Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli. Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro compagni di carcere, e di quelli che sono maltrattati, perché anche voi avete un corpo. Il matrimonio sia rispettato da tutti e il letto nuziale sia senza macchia. I fornicatori e gli adùlteri saranno giudicati da Dio.
    La vostra condotta sia senza avarizia; accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto: «Non ti lascerò e non ti abbandonerò». Così possiamo dire con fiducia:
    «Il Signore è il mio aiuto, non avrò paura.
    Che cosa può farmi l’uomo?».
    Ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunciato la parola di Dio. Considerando attentamente l’esito finale della loro vita, imitatene la fede.
    Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre!

    Parola di Dio

    Salmo responsoriale

    Salmo 26

    Il Signore è mia luce e mia salvezza.

    R

    Il Signore è mia luce e mia salvezza:
    di chi avrò timore?
    Il Signore è difesa della mia vita:
    di chi avrò paura?

    R

    Se contro di me si accampa un esercito,
    il mio cuore non teme;
    se contro di me si scatena una guerra,
    anche allora ho fiducia.

    R

    Nella sua dimora mi offre riparo
    nel giorno della sventura.
    Mi nasconde nel segreto della sua tenda,
    sopra una roccia m’innalza.

    R

    Il tuo volto, Signore, io cerco.
    Non nascondermi il tuo volto,
    non respingere con ira il tuo servo.
    Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi.

    R



    Canto al Vangelo (Lc 8,15)


    Alleluia, alleluia.

    Beati coloro che custodiscono la parola di Dio con cuore integro e buono e producono frutto con perseveranza.

    Alleluia.


    Vangelo

    Mc 6,14-29

    Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto.


    + Dal Vangelo secondo Marco

    In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». Altri invece dicevano: «È Elìa». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti». Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!».
    Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
    Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
    E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

    Parola del Signore

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